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Sunday Stories | 18 Settembre 2016

Ci sono stati i periodi in cui la domenica era, per me, quel giorno noioso che iniziava almeno dopo le 11 del mattino e in cui non avevo nulla da fare se non studiare. Conseguenza: passavo le domeniche procrastinando, perdendo tempo e finendo per non fare niente se non dormire, sentendomi insoddisfatta e annoiata (e ricominciando il lunedì col doppio della stanchezza perché, of course, la sera poi non riuscivo mai a prendere sonno prima dell’una).

Bene, adesso le cose sono cambiate. E di molto anche. Adoro le domeniche perché sono quelle giornate che mi permettono di essere attiva e produttiva, senza però nessun tipo di stress o preoccupazione. Le domeniche di solito sono fatte di pratiche yoga che durano anche un’ora, di colazioni con tazze di caffè imbarazzanti da quanto sono piene e pile di riviste che si accumulano di settimana in settimana visto che ho quel problema di continuare a comprarne anche se so di non aver tempo abbastanza per leggerle. Sono giornate fatte di passeggiate in campagna e pomeriggi in cucina a preparare i pasti da congelare per la settimana. Qualche amico qua e là, una tisana e un bel film in compagnia se il tempo non è dei migliori e, davvero, non chiederei niente di meglio.

Mi piace, poi, la domenica, riflettere sulla settimana che è stata e iniziare a pensare a quella che sarà. Ho pensato che sarebbe bello condividerlo qui sul blog, in primis per me, perché penso sia davvero bello poter fissare i ricordi, i pensieri e tutto ciò che tendiamo spesso a dimenticare, forse, fin troppo facilmente. E questo è quello che ne è venuto fuori.

Questa settimana:

  • Ho fatto: la pendolare, l’amica, ho fatto un sacco di biscotti che ho portato un ufficio, tanti progetti e ho messo online il blog, finalmente!
  • Ho ascoltato: gli Sportfreunde Stiller, che ormai hanno il posto fisso nella playlist di Spotify da quando gli ho scoperti in agosto, “Don’t let me down” dei Chainsmokers e “High Hopes” dei Kodaline.
  • Ho letto: il giornale tutte le mattine, mentre mi bevevo il solito al bar (per me caffé d’orzo, grande) prima di andare in ufficio e che mi ha fatto scoprire la mostra di Annie Leibovitz che sono andata a vedere proprio ieri.
  • Ho indossato: un paio di pantaloni a righe arancioni, gialle, nere e bianche. Alcuni potrebbero definirli poco sobri ma mi hanno fatta sentire bene e questo è quello che a me importa.
  • Ho pensato: che se la sera, al momento di addormentarmi, mi venisse anche solo la metà dell’abbiocco che mi viene di solito dopo pranzo, beh, sarei nel mondo dei sogni in circa due secondi.

Mi piacerebbe che questa serie delle Sunday Stories diventasse qualcosa di continuativo, quasi una sorta di appuntamento fisso. Perché, davvero, ho l’impressione che troppo spesso si rischi di dimenticare troppo facilmente cosa abbiamo fatto, cosa abbiamo pensato, cosa ci ha fatto stare bene e cosa, invece, ci ha fatto pensare. E niente, vedremo come andrà.

Daria

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