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Pensieri Sparsi di Inizio Estate | Giugno 2022

Ciao amici,
long time no seeing, eh? Più o meno sono passati 6 mesi dall’ultima volta che ci siamo “visti” qui, ci credete?
Per che non mi segue sull’Instagram (su cui quotidianamente pubblico storie dalla dubbia utilità ma che mi piace condividere, sorry not sorry) confermo che ci sono e sono ancora viva. 

Cos’è successo? Niente in realtà, o forse tutto. 

Questa prima metà del 2022 mi ha travolto di cose (belle) e io sono rimasta, e forse in parte lo sono tuttora, in balia di queste onde. Però mettiamola così, se per i premi 3 mesi sono stata completamente trascinata dalla marea, adesso (sembra) sono riuscita a trovare un po’ più di pace in un dondolio quasi piacevole, ed è una gran bella sensazione.

Prima di raccontarvi quello che sono stati questi mesi vorrei condividere con voi ciò che più di tutto mi hanno insegnato: lasciare andare ogni tipo di rigidità, o anche solo provarci. Lasciarmi trasportare. Dire di sì. Rimanere aperta ad ogni possibilità. Provare ad avere fiducia.

Credo che l’impatto di tutto questo, specialmente dopo i mesi di pandemia e di restrizioni in cui tutto sembrava bloccato e in stand-by, si sia fatto sentire almeno il doppio, lasciando andare tutto quello che in passato mi bloccava, o perlomeno lasciando che allentasse un po’ la presa.

Mi sono trovata, persa e poi ritrovata di nuovo, ma soprattutto mi sono data una possibilità e mi sono data fiducia.

Vi dico la verità però, non sempre ho questa sensazione, anzi. Spesso ho ancora quella cosa del non essere abbastanza o del voler fare di più, però nel momento in cui mi fermo realizzo che la crescita che c’è stata in questi 6 mesi è stata tanta. E per quanto non sia sempre il processo più facile, quello che porta è impagabile.

Le mie energie sono andate in due direzioni in particolare, nell’insegnare yoga e pilates e nelle relazioni con le persone a cui voglio bene.

Per quanto riguarda le lezioni, tutto ad un tratto mi sono ritrovata a guidare molte più pratiche di quanto avessi mai fatto prima ed è stato bello, gratificante, costruttivo, ma anche stancante, a tratti totalizzante e senza dubbio sfidante. Ho imparato tantissimo in questi sei mesi, mi sono ritrovata di fronte persone di ogni sesso, età, preparazione fisica e approccio ed è stato bellissimo vedere come ognuna di queste persone andasse a accogliete la pratica in modo diverso, che fosse di yoga o di pilates, rendendola propria e creandone un’esperienza personalissima.

Quello che mi dà condividere la mia pratica diventa ogni volta sempre più profondo e intenso e supera ogni sensazione di stanchezza che, fidatevi, alle 21 di sera dopo una giornata intera alle spalle si fa sentire eccome. Eppure mentre sono lì sul tappetino, mentre mi muovo, parlo, gesticolo, respiro, beh, in quel momento c’è una sensazione di pienezza e presenza che poche altre volte mi capita. Mi sento a casa, mi sento allineata e mi sento completa. E ogni giorno mi sento grata di avere trovato qualcosa che mi faccia sentire così.

Il resto del tempo l’ho passato il più possibile all’aria aperta, ho camminato tanto come mio solito, ma soprattutto ho corso più di quanto avessi mai fatto prima (sono arrivata agli 8km che per me un tempo era IMPENSABILE). Sono andata spesso in montagna, trovandomi a volte con neve fino ad oltre il ginocchio. Ho visto paesaggi da restare senza fiato e ho condiviso tutto ciò con persone belle. Di quelle che il solo vederle ti fa sorridere.

Sono stata per la prima volta a Madrid e mi è piaciuta molto, sono tornata a Monaco di Baviera in una toccata e fuga in cui comunque anche in quel caso di abbiamo fatto stare anche un like di 8 ore, ho fatto il primo concerto post Covid senza distanze a mascherine, a Madrid, di quelli in cui salti uno appiccicato all’altro e alla fine sei amico con tutti.
Mi sono trovata nel libri di poesie, nel verde, nella leggerezza, nel trovare la bellezza e il romanticismo in ogni giorno, anche quando tutto sembra andare di fretta. Anche quando tutto attorno sembra volerti trascinare verso quello che non fa per te, che non ti fa brillare, che non ti fa vibrare.

Questa settimana siamo entrati ufficialmente in estate. E’ iniziato un nuovo ciclo e mancano pochissimi giorni alla metà esatta di questo 2022. Non sono certo io che penso che tra poco più di due mesi compirò 30 anni. Non sono certo io che ho già iniziato a fare bilanci e riflessioni.
E’ che l’estate è un periodo strano, no? E’ un periodo di tre mesi che però sembra uno infinito, sono l’unica a pensarla così? Faccio fatica a riordinare le cose, d’estate. E’ come se tutto fosse più dilatato e forse anche un po’ più morbido, no?
Per quanto non riesca a sopportare il calore che quasi impedisce di muoversi, sto imparando ad amare le giornate lunghe, i vestiti leggeri, la luce e questi ritmi un po’ più blandi, ritagliandomi qualche angolino per me e per il mio tempo. Cosa che mi fa stare bene.

Come sapete, a volte mi ritrovo a scrivere parole su parole senza un vero obbiettivo, senza sapere dove voler arrivare e questo caso non è da meno. Vi lascio con il mio flusso di pensieri più raw possibile e spero di ricomparire più spesso su questa pagina a cui sono legatissima e che sento ancora come il MIO spazio.

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