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Yoga | Pratica di Inizio Autunno

Una delle tante, tantissime cose che ho imparato da quando sono entrata in contatto più diretto con l’Ayurveda è quanto noi, con il nostro corpo e la nostra energia, siamo legati alla natura, ai suoi ritmi, al suo continuo mutare e alle stagioni. Ho imparato che ogni cambiamento di stagione è un momento essenziale e catartico anche per noi, non solo per quello che ci sta attorno. E ho imparato che ogni passaggio va riconosciuto, celebrato, interiorizzato.

Dal mio punto di vista personale, questo è forse il cambio di stagione che sento maggiormente. Credo sia un lascito degli anni di scuola in cui sentivo davvero la differenza tra estate/autunno, o forse, rispetto a tutti gli altri passaggi di stagione, in questo caso si percepisce maggiormente il cambio del tempo atmosferico. Ad ogni modo ho sempre sentito questo periodo dell’anno come un momento di rinnovamento, di nuovi propositi e di cambi tangibili. Il mutamento inoltre ci ricorda che è tutto in costante movimento, che niente è fisso e stabile e che sta a noi essere in grado di adattarci e abbracciare il cambiamento con il minor sforzo possibile.

Lunedì 23 settembre è stato ufficialmente l’equinozio d’autunno, passaggio estremamente importante che si lascia alle spalle l’estate e che inizia ad abbracciare la stagione in cui pian piano siamo esposti sempre meno alla lune esterna e naturale e iniziamo a rivolgerci più verso il nostro interno e alla luce che vive dentro di noi.

Il pianeta rallenta, la natura rallenta e questo è un invito a rallentare anche per noi e a prendere il tempo per rigenerarci e lasciare andare quello che non serve, un po’ come gli alberi che lasciano cadere le foglie. Più noi ci allineiamo alla natura e ai suoi ritmi, più avremo la possibilità di vivere il cambiamento con leggerezza e grazia, rendendolo il meno impattante possibile sul nostro fisico e non solo.

L’equinozio di autunno è il momento in cui andiamo a cercare equanimità, in noi stessi e nelle nostre vite. E’ il momento perfetto per riflettere e lasciare andare quello che non serve più, per settare nuove intenzioni, continuando a muoverci tra movimento e immobilità, tra forza e leggerezza. Nella vita come nello yoga.
Anche la pratica si adatta alla stagione e proprio per questo ho pensato di darvi qualche idea su dove andare a porre attenzione quando andiamo a srotolare il tappetino in questo periodo:

  • Calore interno
    L’ambiente attorno a noi si raffredda, abbiamo ogni giorno sempre meno luce solare a disposizione e per questa ragione andiamo a cercare di mantenere acceso il fuoco al nostro interno. Per quanto riguarda la pratica, andiamo a ricercare posizioni che stimolano il core, una su tutte navasana, la barca. Un asana che riscalda, senza però disperdere troppa energia in movimenti troppo veloci. Per quanto riguarda invece la vita al di fuori del tappetino, iniziamo a prediligere piatti caldi, prediligendo cibi cotti in cambio di quelli crudi, bevande a temperatura ambiente e vestendoci adeguatamente.
  • Detox
    Così come gli alberi lasciano andare le foglie, nello stesso modo l’autunno è per noi un momento per disintossicarci a purificarci da quello che non ci serve più e che ci appesantisce. Ecco quindi che entrano in gioco tutte le posizioni di torsione – riscaldanti e purificanti allo stesso tempo. Una delle mie preferite è senza dubbio Parivrtta Anjaneyasana – l’affondo con torsione. E’ un asana che mi piace moltissimo (sia nella variante con affondo alto, che con affondo basso) perché oltre a purificare e creare spazio nell’addome, distende bene tutti i muscoli delle gambe e sviluppa e accresce l’equilibrio.
  • Radicamento-Restorative
    C’è sempre la tendenza, in questo periodo, ad accelerare i nostri ritmi, a riempirci di cose da fare, di scadenze, di impegni. L’autunno invece vuole essere un momento per rallentare: le ore di luce diminuiscono, alcuni animali vanno in letargo, la natura si fa più arida, più spoglia, si riposa in vista di un nuovo ciclo di fioritura. Anche nello yoga quindi non vogliamo pratiche troppo riattivanti – focalizziamoci invece su pratiche con magari meno posizioni, ma tenute più a lungo. Le mie preferite in questo caso sono senza dubbio Virabrahdasana 2 (guerriero 2) e Balasana (bambino).

In ogni caso, indipendentemente dalla stagione in cui ci troviamo, cerchiamo di entrare in connessione il più possibile con il nostro corpo e lasciamo che sia lui a dettarci ciò che meglio fare, in quel determinato momento. Senza imposizioni esterne e soprattutto, senza auto-imposizioni dell’ego. Siamo creature della natura e per natura sappiamo quello che è meglio per noi, dobbiamo solo essere in grado di ascoltarlo e percepirlo.

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