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Postcard | Sevilla in Solitaria

Sevilla l’ho capito subito che mi sarebbe rimasta nel cuore. Dal primo momento in cui ho messo piede fuori dal Flixbus che da Faro mi ha portato nella capitale dell’Andalusia, in cui ho respirato i 39 gradi delle tre del pomeriggio e ho attraversato mezza città per arrivare al mio AirBnb. E lo sapete. Io, il caldo, proprio non lo sopporto.
Sevilla è stato sin da subito un mix di colori, sapori, odori, di luci, di gente, di fiori, di arte, di strade strette e negozietti, di musica e di ballo, di storia e di cultura. Difficile dire cosa mi è rimasto più impresso, forse sarebbe scontato dire l’atmosfera in generale però davvero, non saprei come definirlo diversamente.

Ho cercato di godermi appieno la città e la sua essenza e credo di esserci riuscita, tenendo conto che di giorni a disposizione ne avevo solo tre. Ho dovuto fare delle scelte, certo. Mi sono in parte basata sulle ricerche online – chiaramente – e in parte ho improvvisato, lasciando che la voglia, il tempo o la situazione prendessero il sopravvento – e lasciatemelo dire, mai scelta fu più azzeccata 😉

Alloggio
Come vi accennavo, sono arrivata nella capitale andalusa un caldissimo pomeriggio di settembre dopo circa due ore e mezza di Flixbus da Faro. Mi sono affidata sempre al vecchio, caro AirBnb e ho soggiornato sempre in stanze private, a casa di due famiglie (sì perché ho aggiunto una stanza last-minute) che sono state suuuuper accoglienti (shotout a Carmen della prima casa perché con lei ci sono stati discorsoni che ciao, ora so vita-morte-miracoli di questa donna che, tra l’altro, ho scoperto fare Reiki e mi ha detto che ha subito percepito la mia energia non appena ho messo piede in casa. I meannnn, altro che sentirsi a casa).
Entrambi gli appartamenti erano nel casco antiguo, una zona centralissima, eppure non troppo turistica e per niente caotica – super consigliata!

La città
Se dovessi associarla ad un colore direi senza dubbio arancione. L’arancione delle case, delle ceramiche, degli innumerevoli alberi di arancio, della luce.
Le cose da vedere sono infinite e anche in questo caso Google farebbe un lavoro migliore del mio nello spiegarvi per filo e per segno ogni cenno storico della città, ragion per cui andrò qui a raccontarvi quei tratti che a me sono piaciuti di più, in ordine totalmente casuale.
Plaza de España al tramonto: parlando di colori, non potevo non partire da questo. Plaza de España è già meravigliosa di suo, con il suo essere regale, con le sue ceramiche e le sue fontane, con la sua architettura così perfetta e con la musica dei suonatori da strada o dagli spettacoli di flamenco improvvisati tra un passaggio e l’altro. Al tramonto, tutto ciò viene amplificato e incorniciato dalla luce dorata del sole che riflettendosi sulle pareti crea un’atmosfera magica. E lo so, lo so che tutto questo è troppo poetico persino per me, ma fidatevi, non c’è altro modo per descriverlo.
Barrio de Santa Cruz: lo sappiamo, ho un debole per la viette strette e tipiche della città vecchia – questo succede in qualunque posto in cui vada. In questo caso non è stato da meno. Santa Cruz è diventata la mia zona preferita non appena ci ho messo piede, durante un interessantissimo free walking tour. E’ fatto da vicoletti, stradine coperte, piazze con giardini e fontane, case bianche con patios impreziositi dagli azulejos e dai balconi fioriti. Insomma, un sogno, no? Non c’è da far altro che camminare senza un percorso predefinito, è il modo migliore di godersi la zona.
Real Alcàzares: lo so, è uno di quei posti super turistici e super rinomati, di quelli con file chilometriche e prenotazioni per l’ingresso. Però un motivo a tutto questo c’è e io mi sento di consigliarvi di cuore di prenotare i biglietti (se d’estate io opterei per il primo turno del mattino, you know, calura) in anticipo e perdere un paio d’ore (o forse più) a girare per questi palazzi bellissimi – ma soprattutto a girare e perdervi per questi giardini bellissimi. Sedervi su una panchina e indugiare, leggere un libro. Insomma fermatevi, guardate, rimanere e godetevi lo scenario.
Casco Antiguo: il centro della città è chiamato proprio così e in realtà ricopre un’area vastissima (appunto tutto il centro storico, ma va?!). Io vi consiglio specialmente la zona che da Plaza Alfalfa si sposta verso nord-ovest. Popolata più che altro da gente del luogo, troverete un sacco di negozietti per niente turistici e unici. Anche un questo caso, lasciate da parte Google Maps e lasciatevi ispirare dalla via più graziosa!

Attività
Vorrei segnalarvi un paio di esperienze che ho trovato grazie a AirBnb. Quella che mi ha colpito maggiormente, forse perché proprio non mi aspettavo potesse piacermi così tanto, è stata dipingere le ceramiche.
Si è trattato di un workshop di tre ore con una prima parte un po’ più “teorica” sulle tecniche, diversi tipi di ceramiche e a quale periodo storico risalgono. Nella seconda parte invece ci siamo messi proprio a dipingere e decorare, sia con la tecnica della pittura, che in quella del gesso. Voi non avete idea di quanto mi siano piaciute queste tre ore di manualità, creatività e zero pensieri. E’ stato un po’ come cucinare – e lo sappiamo tutti quanto mi rilassi cucinare, no?
Altra attività che vi super consiglio di fare è quella di partecipare ad uno spettacolo di flamenco. Ne trovate dappertutto, non dico in ogni piazza ma quasi. Se avete tempo però, fermatevi in un locale e godetevi un’oretta di spettacolo, ne varrà la pena. Io sono stata completamente e inaspettatamente travolta da un mix di passione, dolore, intensità e ritmo unici nel loro genere.

Yoga, Vegan & Vintage
Lo sappiamo che questa sezione non può mancare ed eccoci qui. Partiamo dallo yoga: nei quattro giorni che ho trascorso a Sevilla sono riuscita a provare due studi che mi sono piaciuti moltissimo. Ho partecipato prima ad una lezione di Hatha molto piacevole da Esana Yoga, specialmente alle due del pomeriggio, per darmi tregua dai quaranta gradi esterni, mentre giusto per iniziare bene il mio compleanno, mi sono iscritta ad una lezione di Vinyasa delle nove del mattino da Oyoga. Entrambi gli studi super consigliari!
Capitolo vegan: vi dirò, credevo che avrei avuto molta più difficoltà nel trovare luoghi vegan friendly in quello che è un posto in cui carne e affettati sono il pane quotidiano, anzi, sono il condimento del pane quotidiano. In realtà una scelta plant-based la si trova nella maggior parte dei locali. Io però voglio segnalarvi Filo (che è stato mio supplier di pasti ad ogni ora del giorno), Milk Away (che fa panini a pochissimo e dove un ragazzo super simpy mi ha riempito la borraccia d’acqua mettendomi anche il ghiaccio – non avete idea di quanto gli sia stata grata), Un Gato en Bicicleta (un café-libreria, un piccolo gioiellino, anche a livelli di arredamento e atmosfera) e infine Bolas per il gelato (se posso consigliarvi, provate il gusto Sevilla Mora – vi dico solo che ha la zucca!).
Un’ultima menzione vintage, ci sono ben due dei miei posti preferiti, Humana Vintage e Flamingo Vintage Kilo. Non ho potuto prendere niente perché you know, la valigia. Però se avete un po’ di spazio, questi sono i posti per voi.

In generale
E’ una città che mi è piaciuta moltissimo, si era capito? Ha un’atmosfera unica nel suo genere e un attaccamento da parte dei suoi abitanti che è da ammirare. Super, duper consigliata!

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